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04-05/08/2007
Festa di Gemona...
Eccoci qua, le Strie sono tornate dalla festa di Gemona del Friuli.
Partite con oltre un'ora di ritardo dalla tabella di marcia, cariche di tutte
cose, dopo aver lungamente passeggiato in autostrada, causa traffico intenso,
arrivano a Gemona alle 19.00 circa.
Dopo aver incontrato Adriano dell'organizzazione, che ci ha ospitate in una
confortevole cameretta a due letti, montano il banchetto sotto il sagrato della
piazza del Duomo.
Purtroppo la posizione totalmente buia non è il massimo per le vendite, tanto
che ad un certo punto decidiamo di smontare tutto e caricare in auto.
La serata poi si anima, e tra un vinello speziato e l'altro (eh, sì, siamo
diventate maestre dello scrocco!), dopo aver lungamente disquisito con un
ragazzo (e chi se li ricorda i nomi) di religioni e balle varie, raggiungiamo la
compagnia con i suonatori, gli alchimisti e altri allo stand delle libagioni...
Qui ci si riposa un pochino, nonostante qualche "disturbo" da parte di qualche
illuso, ma tant'è, ci si reca verso la macchina per prendere le cose per
la nanna, e qui causa tasso alcolemico un po' alto, la mia memoria è un po'
offuscata... Vabbè, dopo circa tre ore di sonno,
svegliate da: campane, pulizia strade, campane, e coro degli alpini... ci si
alza prese dallo sconforto e dal mal di testa battente alle 9.00 circa.
Colazione in paese, e poi ho il crollo totale, Tizi se ne va a spasso con
Adriano ed io mi isolo in macchina per oltre un ora di pennichella.
A pranzo siamo ospiti per il compleanno di Victor a Udine, con Loreciotto, il
figlio Mattia e buona parte del gruppo di Gemona, al circolo del calcio. Bella
festa, ma mangiato ad oltranza... Alle 16.30 circa si carica Mattia in macchina
e via verso Gemona. (con crisi di panico mia e di Mattia per la guida di Tizi)
Il secondo giorno per fortuna ci hanno spostate, ed il posto è più carino. Si
vende bene, si divina molto... la sera spettacolo pure con gli Alchymia...
Quando la festa scema si carica in auto tutte e cose e ci si dirige sotto casa
di Adriano... Qui si chiacchiera piacevolmente con Lorenciotto e company,
l'omino del giorno prima, dimorosafornito, fortunatamente è mansueto, si gira un
po' per Gemona (bella discussione con le sibille all'enoteca), e si torna verso
casa. Verso le 4.00 siamo seduti con un gruppo di attori a chiacchierare e
finire il loro vino, e ritrovo pure un'amante mancata...però carina!
Poi, dopo aver preso una scarrettata di carne da Adriano per il rumore, siamo
saliti a nanna...
La mattina, dopo una meravigliosa dormita, siamo di nuovo a far colazione in
centro, giretto per il mercatino e via verso casa.
Viaggio tranquillo, a parte che a forza di parlare, io e donnatizi, ci siamo
dimenticate che le auto ogni tanto necessitano di benzina, ed a Grisignano la
Teletubbies è crollata.... Volevamo arrangiarci, da buone donne di mondo, ma poi
ho chiesto miseramente aiuto a Bope che ci è venuto in soccorso.
Pensieri sparsi:
Grazie Ruggero, per aver fatto il bravo papà in mia assenza senza farmelo
pesare.
Grazie Tizi per essere con me parte di questo sogno (anche se qualche volta sei
very bastard inside).
Grazie a tutti quelli che c'erano e che hanno fatto qualcosa per me, a quelli
che mi hanno ringraziata per le rune, alla splendida persona di Lorenciotto, a
quelli dei banchetti, alle signore che ci davano la pappa, agli Alchimisti
maggici, alla bellissima nonna che scrive le fiabe in friulano, alle nuove
conoscenze, alla responsabile del mercato e suo marito, e poi dovrei andare
avanti all'infinito, ma è ora di pranzo.
Abientò.
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Solo un ultimo appunto sulla gente di Gemona e dintorni. Ho trovato in questa
gente qualcosa di speciale. A parte la disponibilità, l'allegria, la voglia di
stare bene assieme che ho notato, c'è un qualcosa che rende questa popolazione
particolare: una ferita profonda, una lacerazione nella memoria comune. Sono
passati trent'anni dal terremoto, eppure quasi in ogni persona che ho conosciuto
c'è stato un accenno a questo evento. E' terribile quando la terra che ti ha
dato vita ti tradisce, ma tu, nonostante questo, continui a difenderla ed
amarla, continui a restare lì, consapevole che di nuovo potrebbe succedere.
Che cos'è questo, se non il vero amore? Quanto un popolo può essere fedele alle
proprie radici?
Come l'uomo che guarda la compagna dopo aver fatto l'amore e con gli occhi
annebbiati dal momento ne vede solo la meravigliosità, così questo popolo guarda
la propria terra, accetta i suoi difetti, la potenza incontrollata di ciò che
stanno ammirando.
Questa terra mi è entrata nell'anima, pregna della sua selvaggia potenza, ho
vissuto ancora un po' e ne sono felice!
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